Recensione: Tre sorelle tre regine
Tre
sorelle
tre
regine
Due
parole
prima
di
iniziare
Carissimi lettori, oggi avrei dovuto concludere la serie dedicata alla guerra delle due rose dell’autrice Philippa Gregory, portandovi la recensione del sesto ed ultimo libro: “La maledizione del re” con protagonista Margaret di York.
L’abbiamo già incontrata nel romanzo precedente “Una principessa per due re” come cugina di Elisabetta di York e sorella maggiore del povero Teddy (Edward) di Warwick.
Ma non l’ho fatto. In questo paragrafo cercherò di spiegarne i motivi.
Il romanzo in questione editorialmente è stato inserito nella collana dedicata alla guerra delle due rose. Il problema è che ho letto questo libro ed ho constatato come di guerra delle due rose non c’è assolutamente nulla dato che già nel quinto“Una principessa per due re” l’ambientazione era posta alla fine del noto conflitto.
Non solo; a seguito di questa saga, la Gregory ne ha creata un’altra, composta attualmente da nove romanzi dedicati interamente ai monarchi della dinastia Tudor. Insomma una sorta di collana di libri sequel della precedente.
I primi due cronologicamente parlando, sono: “Caterina la prima moglie” e “Tre sorelle tre regine”.
Io personalmente tengo molto (al fine di presentare una comprensione più chiara possibile) a seguire i romanzi in un ordine cronologico quanto più letterale possibile. Tuttavia il passaggio da una collana all’altra mi ha creato un po’di problemi.
Infatti “La maledizione del re” “Caterina la prima moglie” e “Tre sorelle tre regine” iniziano tutti e tre allo stesso punto: due anni dopo la decapitazione del povero Teddy di Warwick e l’arrivo di Caterina d’Aragona in Inghilterra per sposare il principe Arturo (il figlio di Enrico VII ed Elisabetta di York).
I tre libri terminano invece in punti diversi ma “La maledizione del re” è ambientato per ¼ al tempo di Enrico VII e nella parte restante al tempo di Enrico VIII. Insomma introduce dei fatti che è esageratamente prematuro inserire al punto in cui si è arrivati.
“Tre sorelle tre regine” da parte sua, porta sulla scena la storia di Margherita Tudor, la figlia maggiore di Enrico VII ed Elisabetta di York. Questa condusse un’esistenza completamente parallela ma di fatto totalmente separata dal filone narrativo che poi si andrà a sviluppare nei libri successivi.
Presa da questo guazzabuglio, dopo una lunga riflessione, ho deciso alla fine, di portarvi le recensioni nel seguente ordine:“Tre sorelle tre regine” dato l’immediato collegamento al filone generazionale che ha visto finora protagoniste la bisnonna, le nonne e la madre di Margherita Tudor;
subito dopo porterò “Caterina la prima moglie” in quanto la protagonista Caterina d’Aragona ha ricoperto un ruolo di co-protagonista in “Tre sorelle, tre regine”;
ed infine “La maledizione del re” dove grazie agli occhi di Margherita di York assisteremo al declino della ispanica regina d’Inghilterra, che anticiperà nel dettaglio la situazione che andremo poi a trovare nel romanzo“L’altra donna del re”.
So di non aver rispettato la linea editoriale imposta dalle librerie, e me ne dispiaccio. Tuttavia ritengo che per comprendere bene questo genere di romanzi tutti interdipendenti tra loro, l’ordine cronologico e logico sia semplicemente fondamentale.
Ringrazio i lettori per l’attenzione dedicatami e passiamo alla recensione del romanzo di oggi: “Tre sorelle, tre regine” di Philippa Gregory.
Struttura
del
romanzo
“Tre sorelle tre regine” è il penultimo romanzo (a livello prettamente editoriale) scritto da Philippa Gregory sulla saga dedicata ai Tudor (l’ultimo “The last Tudor”in Italia è ancora inedito) e vede per protagonista la principessa Margherita Tudor, figlia maggiore di re Enrico VII e della regina Elisabetta di York.
La traduzione è a cura della ormai ben nota Marina Deppish che per la gioia di noi puristi, questa volta ha mantenuto il titolo originale “Three sisters, three queens” anche nella trasposizione italiana.
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| Copertina italiana del romanzo. Edizione Spearling & Kupfer |
Sono infatti passati diversi anni dagli avvenimenti del romanzo “Una principessa per due re” e questa volta l’autrice britannica ha deciso di portare una storia la cui impostazione ricorda vagamente la tradizione del romanzo epistolare.
Sarò più chiara. Il libro presenta una classica struttura di narratore protagonista, dove tutte le vicende vengono vissute, interpretate ed elaborate dalla mente della principessa Margherita ed è sempre lei a vivere in prima persona le vicende raccontate.
Inoltre il libro presenta parecchi capitoli alcuni molto lunghi ed altri esageratamente brevi, a seconda dell’importanza degli avvenimenti in questione.
Tuttavia dato che un tema centrale dell’opera verte su una specie di sorellanza che la protagonista crea con la cognata Caterina d’Aragona e la sorella minore Maria Tudor, il libro finisce per essere costellato di lettere su lettere, che le tre donne, sempre lontane, si scambiano di continuo. Inoltre, sempre a ribadire l'importanza di suddetto legame, la narrazione comincia con l'arrivo di Caterina in Inghilterra e termina con la morte di Maria.
Chiaramente ho detto che ricorda vagamente un romanzo epistolare ma non è assolutamente tale; colpisce solo la fittissima presenza di queste lettere scritte dalle tre donne, le uniche tra l’altro che possiamo leggere interamente, visto che Margherita riceve missive anche da altri personaggi ma il lettore ne viene informato solo dai pensieri e dai discorsi di Margherita.
Chiaramente ho detto che ricorda vagamente un romanzo epistolare ma non è assolutamente tale; colpisce solo la fittissima presenza di queste lettere scritte dalle tre donne, le uniche tra l’altro che possiamo leggere interamente, visto che Margherita riceve missive anche da altri personaggi ma il lettore ne viene informato solo dai pensieri e dai discorsi di Margherita.
L’autrice nell’epilogo finale, ha tenuto a precisare la scarsissima disponibilità di documentazioni relative alla figura di Margherita Tudor che per via del carattere forte, ribelle, e poco incline al compromesso, finì presto per essere fortemente odiata dagli uomini del suo tempo in primis suo fratello re Enrico VIII d’Inghilterra.
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| Una delle copertine britanniche del romanzo |
Causando così una documentazione non solo molto scarsa, ma anche molto poco oggettiva. Infatti la Gregory ancora una volta è dovuta ricorrere alla propria fantasia di romanziera per colmare tali lacune.
Lo stile è semplice, scorrevole e senza fronzoli. Margherita non è una grande intellettuale e il suo stile di narrazione è chiaro e pratico. Una persona che vive la propria vita ogni giorno e cerca di sfruttare per quanto possibile il meglio di ogni cosa.
Devo dire che senz’ombra di dubbio, Margherita Tudor è una principessa estremamente moderna e di fatto completamente differente sotto molti aspetti dalle altre figure femminili che abbiamo visto finora.
Senza dubbio almeno da parte mia è valsa la pena conoscerla.
La
regale
sorellanza:
Margherita
Tudor,
la
regina
di
Scozia
È la protagonista principale ed assoluta del romanzo. Anche se in tutta la storia è stato impostato questo ‘legame’ con la cognata e la sorella, l’intero libro racconta la sua vita dal proprio personale punto di vista.
Infatti in tutta sincerità, sono le complicate vicende politiche scozzesi e tutto ciò che Margherita si è ritrovata a vivere ed affrontare nel ruolo di regina dei suddetti ad essere di fatto al centro della vicenda.
Come abbiamo già visto nel romanzo “Una principessa per due re” Margherita nasce nel palazzo di Westminster il 28 Novembre 1489 ed è almeno all’inizio, una dei quattro figli sopravvissuti dei genitori. Prima di lei c’è suo fratello Arturo il principe di Galles, e dopo di lei il fratellino Enrico duca di York e la sorellina la principessa Maria.
Margherita ha un carattere estremamente simile a quello delle nonne, Margaret Beaufort ed Elisabetta Woodville. Dato che esattamente come i fratelli e la sorella è stata letteralmente sottratta alla madre poco dopo la nascita, finisce per essere allevata, educata e maggiormente guidata dalla nonna Beaufort.
L’influenza della signora nonna è così forte su di lei che per tutto il romanzo la ragazza pensa sempre a come si sarebbe comportata la nonna in determinate circostanze, cercando per quanto possibile d’imitarla.
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| Una giovane principessa Margherita Tudor |
Anche se spesso a malincuore e solo a se stessa, riconosce di non essere minimamente all’altezza della vetusta parente.
Infatti Margherita è consapevole che il suo essere nata principessa e l’aver sempre ottenuto nella vita ciò che voleva, non la rende capace delle stesse astuzie, della stessa abilità di pianificazione, della stessa abilità stratega della nonna.
È fierissima del suo stato di principessa Tudor e non fa che vantarsene. Infatti almeno all’inizio non si può dire che Margherita vanti la personalità più interessante del mondo: è viziata, arrogante, prepotente, altezzosa e dispettosa. Anche da adulta avrà tendenzialmente solo preoccupazioni di natura materiale.
Solo la morte prematura del primo marito (re Giacomo IV) la obbligherà in qualche modo a lottare strenuamente per vedere il proprio figlio stabile sul trono scozzese. Esattamente come diversi anni addietro fecero le sue due nonne.
Nei confronti dei genitori invece ha un rapporto ambivalente.
La ragazza non ha mai legato veramente con il padre, a cui ubbidisce solo per timore reverenziale, mentre verso la madre prova un affetto spropositato nonostante le due siano spesso separate e poco in confidenza.
La ragazzina inoltre adora il fratello Arturo la rosa della loro famiglia, mentre considera il piccolo Enrico solo un bamboccio esageratamente viziato dalla madre. Maria a causa della giovane età, almeno all’inizio non viene nemmeno considerata.
Dato che Margherita non è istruita direttamente dalla madre, la Gregory ha così la perfetta scusante per poter chiudere definitivamente il cerchio sulle capacità mistico/magiche dei discendenti di Giacometta di Lussemburgo.
Infatti nel romanzo una sola volta Margherita avrà un sogno premonitore (proprio come la nonna Elisabetta Woodville nel romanzo “La regina della rosa bianca”) che lei scambierà per un semplice timore, dato che la madre non ha mai potuto spiegarle di cosa si trattano queste visioni e come dar loro la giusta importanza.
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| La principessa Margherita Tudor |
Margherita infatti, allevata dalla durissima nonna paterna, ha un carattere estremamente terreno, concreto, dedito solo a ciò che è realmente ottenibile come vestiti, gioielli, denaro, possedimenti, titoli, regali precedenze. Altro non le interessa.
Il fascino mistico della famiglia materna ormai è sepolto per sempre.
Eppure nonostante tutto, Margherita al contrario della Beaufort, dimostra spesso e volentieri di provare dei forti sentimenti d’amore e di generosità incondizionata verso coloro che ama. Anche se da lettrice non posso fare a meno di pensare che tanta generosità sia principalmente frutto del carattere esageratamente impulsivo della donna.
Infatti la morte del fratello Arturo e poi quella della madre la distruggono al punto tale da volersi legare solo alle sciocchezze terrene, in risposta al dolore emotivo causato dalla perdita degli affetti. Ma questo non basterà a farla guarire del tutto dal suo bisogno costante di amare ed essere amata.
È leale e fedele alla sua famiglia d’origine anche quando suo fratello ormai divenuto re Enrico VIII si dimostra un pessimo congiunto; si sposa tre volte (come la Beaufort) ma sceglierà sia il secondo che il terzo marito lasciandosi sempre ottenebrare dall’amore e dalla passione, proprio come fece la nonna materna con re Edoardo IV.
Il problema è che a differenza della fascinosa antenata, Margherita in amore non sarà altrettanto fortunata.
Un tratto distintivo comune alla nonna Margaret è sicuramente l’invidia. Margherita è caratterizzata da un grande coraggio, una forza fisica e mentale incredibile ma patisce un complesso d’inferiorità direttamente proporzionale al suo complesso di superiorità. Paradossalmente.
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| Ritratto di Margherita regina di Scozia |
Margherita si sente una donna forte, sicura, invincibile e sa di esserlo; ma solo fino a quando non viene posta in confronto con altre donne.
Infatti la ragazza imposta una sorellanza basata letteralmente su un ambivalente odio/amore nei confronti della cognata spagnola Caterina d’Aragona, che dopo aver sposato ed esser rimasta vedova di suo fratello Arturo, riesce a sposare suo fratello Enrico, diventando regina d’Inghilterra.
Dal primo giorno che l’infanta spagnola mette piede sull’isola britannica, Margherita sarà sempre acida con lei, non sopportando il confronto fisico ed intellettuale con la giovane straniera, palesemente apprezzata in famiglia cento volte più di lei.
Dopo la morte di Arturo e la partenza di Margherita per la Scozia, le due riescono a riappacificarsi ma nonostante il legame che le unisce nella principessa Tudor vigerà sempre lo stesso dogma mentale: “Voglio che tu sia stia sempre bene, ma mai che tu stia meglio di me”.
Margherita digrigna i denti come un cane rabbioso ogni volta che Caterina ma anche la sorella Maria ottengono cose, realizzano trionfi o semplicemente la loro vita va meglio che a lei. Per poi gioire malignamente quando accade il contrario. È ossessionata dal confronto con loro in maniera esasperante. Vuole essere la più potente, la più importante, l’unica sola degna di menzione ed attenzione.
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| Margherita ed il suo primo marito re Giacomo IV di Scozia |
Tuttavia nei momenti di forte difficoltà non prova alcuna vergogna a chiedere loro aiuto e non manca mai di rimarcare con le sorelle le proprie vittorie personali.
Eppure la nostra non sopporta di scoprire quando è accaduto loro qualcosa di brutto, provando una sincera compassione. Ma non temete, dura davvero poco.
Margherita è sempre vittima della convinzione di come la vita delle due sorelle sia sempre stata migliore della sua.
Si sente costantemente esclusa da loro, soprattutto perché per i motivi che vedremo, Caterina e Maria si legheranno moltissimo tra loro, proprio come delle vere sorelle.
Margherita in effetti inizialmente sembra che tra le tre abbia subito il destino peggiore.
Prima sposa un uomo 14 anni più vecchio di lei che la tradisce con ogni donna presente sul suolo scozzese, poi subisce la morte di un figlio dopo l’altro (tant’è vero che la ragazza inizierà davvero a temere che i Tudor siano maledetti) e suo marito verrà ucciso in battaglia dopo dieci anni di matrimonio e proprio dalla cara ‘sorella’ Caterina d’Aragona.
Rimasta vedova, sposa subitamente un uomo di sua scelta che le causerà l’inimicizia di tutti gli scozzesi, la perdita del ruolo di reggente lasciatole dal defunto marito e pure la custodia del figlio ancora infante divenuto re Giacomo V; cosa peggiore sarà lo scoprire che l’uomo tanto amato e sposato per amore non è altro che un manipolatore psicologico e di fatto un cacciatore di dote.
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| Ritratto di Margherita Tudor |
La principessa Tudor dimostrerà in ogni caso un coraggio da leoni nel riprendersi tutto ciò che aveva perduto cambiando continuamente schieramenti, alleanze, servendo lealmente il fratello a volte no, imparando ad orientarsi da sola e senza l’aiuto di nessuno (e pure senza una grande istruzione, Margherita non è propriamente un’intellettuale) in quel guazzabuglio umano e politico che è la Scozia pre-unione con l’Inghilterra.
Infine riuscirà in un risultato semplicemente impossibile per una donna della sua epoca: riesce a sbarazzarsi di un marito indesiderato ed indegno di tale ruolo, sposando al suo posto un altro uomo di sua scelta, riuscendo dopo altre lotte ed opposizioni a mantenere il suo posto di regina madre di Scozia.
È la prima eroina dei romanzi della Gregory che lotterà personalmente e direttamente per guadagnarsi il sacrosanto diritto di essere felice infischiandosene completamente dell’opinione corrente che vuole felici solo gli uomini. A costo di crearsi potenti nemici, prime fra tutti a volte, proprio le sue care sorelle.
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| Ritratto di Margherita regina di Scozia |
Caterina e Maria infatti per quanto donne semplicemente straordinarie per il tempo in cui vissero, dimostrano comunque un modo di ragionare troppo affiliato alla mentalità filo maschilista della loro epoca.
Tuttavia la soddisfazione più grande la nostra Margherita la raggiungerà solo anni dopo la propria dipartita: come pronosticato da suo padre re Enrico VII, con l’estinzione definitiva della dinastia Tudor, sarà proprio il pro nipote di Margherita, re Giacomo VI di Scozia, ad unificare (grazie all’ascendenza Tudor portatagli da Margherita) le due corone formando finalmente un unico regno unito divenendo anche re Giacomo I d’Inghilterra.
Insomma Margherita Tudor è sicuramente tanto nel bene quanto nel male un personaggio di singolare peculiarità: non saggia come Giacometta, non affascinante come Elisabetta Woodville, non stratega come Margaret Beaufort, non regale come Elisabetta di York. Semplicemente una donna di straordinaria modernità nella propria costante lotta alla ricerca della felicità.
Caterina
d’Aragona,
la
regina
di
Inghilterra
È la seconda donna della sorellanza raccontata in questo libro.
Tecnicamente non è veramente la sorella di Margherita e Maria, ma lo diventa semplicemente sposando prima il loro fratello Arturo e poi successivamente l’altro, ossia Enrico, asceso al trono come re Enrico VIII d’Inghilterra.
Il romanzo inizia con l’arrivo della ragazza quindicenne in Inghilterra per sposare Arturo, siglando così il trattato di alleanza stipulato dai suoi genitori Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia con i reali inglesi.
Caterina ispira immediata antipatia in Margherita, la quale la battezza con il delicatissimo soprannome di Caterina d’Arroganza per molteplici motivi: la ragazza è bella, regale, dignitosa, maestosa nonostante la microstatura fisica (era alta all’incirca sul metro e 50 cm) velatamente ambiziosa e cosa ancora più irritante per la nostra principessa inglese, in casa piace a tutti: al suo amato fratello Arturo, a suo fratello Enrico, a suo padre e pure a sua madre. L’unica ad essere immune al suo fascino è la nonna Margaret Beaufort, che invece la tollera a malapena.
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| Caterina d'Aragona regina d'Inghilterra |
Margherita crede ingenuamente che la nonna la disprezzi perché adora solo lei, la cara nipotina. Non sa che la Beaufort odia le donne molto amate a prescindere, e l’unico motivo per cui ha in simpatia la nipote è perché porta il suo nome e perché le obbedisce come un cane.
Tuttavia nonostante l’aperta ostilità della nonna del marito e anche di Margherita, Caterina in un lasso di tempo molto breve riesce comunque a stringere amicizia con la seconda prima che questa parta per la Scozia e ad annientare successivamente la Beaufort quando finalmente diventa regina d’Inghilterra sposando Enrico.
Caterina dopo la partenza di Margherita di fatto resta sola con la piccola Maria di 7 anni.
Questo fa sì che tra le due si crei un legame fortissimo tanto che Caterina cerca sempre di rimediare ai guai della piccola Tudor e persino quando la giovane cadrà in disgrazia presso il fratello, non farà altro che aiutarla e mantenerla economicamente, garantendole lo stesso status reale che aveva dalla nascita.
Loro sì che creeranno un vero legame tra sorelle. Mentre con Margherita ci sarà sempre questa rivalità sottesa, questo odio/amore mal celato.
Caterina per i motivi che scopriremo nel romanzo “Caterina la prima moglie” è la principale responsabile della morte di re Giacomo IV di Scozia, il primo marito di Margherita. La neo vedova non perdonerà mai alla cara sorella l’affronto subito, soprattutto in quanto la morte prematura del consorte getterà lei ed il figlio in una situazione di totale pericolo.
Caterina pur essendo molto dispiaciuta, ribadirà alla nostra come lei stia sempre dalla parte delle donne ma mai e poi mai permetterebbe a qualcuno di ostacolare gli interessi di suo marito e del suo nuovo Paese, ossia l’Inghilterra.
Caterina infatti sopporterà l’insopportabile per riuscire nello scopo di essere la regina che era destinata ad essere dalla nascita. Sopporta senza fiatare le numerose infedeltà di Enrico, il principe che l’aveva salvata dalla miseria e sposata per amore. Sopporta le sue amanti su cui non si accanisce particolarmente, semplicemente per profonda empatia; cerca di aiutare Margherita nei limiti delle sue possibilità anche dispiaciuta per i danni che le ha causato.
Ma quando Margherita inizia a lottare per la propria felicità cercando di sbarazzarsi di un marito ormai pericoloso e soffocante, l’indole bacchettona che è in lei ereditata dalla madre, prende il sopravvento. Non tanto perché le interessi la vita sentimentale della cognata, ma comprende bene come lei non possa permettere che si crei un precedente dove un matrimonio possa essere annullato per un qualsiasi motivo.
Avrà ben ragione a lottare come un drago contro di lei per impedirle di separarsi; Caterina in 14 anni di matrimonio non riesce a dare un figlio maschio ad Enrico e questi da principe salvatore qual era il giorno che l’aveva sposata sottraendola alla miseria, si trasforma nel suo nemico più infido e pericoloso.
La nostra regina militante (così almeno si percepisce lei) che aveva sconfitto (politicamente) Margaret Beaufort, distrutto il re di Scozia in battaglia, la ragazza che era passata con eleganza e dignità da principessa del Galles a vedova senza un soldo e poi nuovamente a ricca regina d’Inghilterra senza mai dubitare di Dio e delle proprie risorse, finisce abbandonata da tutti in un freddo castello con giusto due servitori.
Non avrà possibilità di vedere gli amici, verrà allontanata per sempre dalla sua unica figlia, abbandonata dall’uomo che amava e che l’aveva amata, finirà i suoi giorni ignorata persino dai potenti familiari spagnoli.
Tutto grazie alla sfacciataggine smisurata di una donna simile a lei per ambizione, ma di fatto totalmente priva della sua regalità e dei suoi scrupoli: Anna Bolena la nuova favorita di suo marito che riuscirà a prendere il suo posto come moglie. L’unione tra Caterina ed Enrico verrà infatti da quest’ultimo annullata.
Margherita che aveva sempre ritenuto di essere stata la più sfortunata delle tre a causa delle difficoltà che ebbe nella sua terra adottiva, alla fine del libro non può fare a meno di dispiacersi per la sorte della sorella tanto amata/odiata/temuta che assolutamente non meritava una fine tanto miserabile.
Rivaluterà pure il caro fratellino Enrico assolutamente indegno da sempre, di avere al suo fianco una simile regina.
Maria
Tudor,
la
regina
di
Francia
Sorellina di Margherita e cognata di Caterina è il terzo membro della sorellanza.
Maria sin dalla nascita dimostra un destino quanto mai ambiguo, un misto di fortuna e sfortuna che gettano su di lei come sul resto dei suoi familiari, l’ombra della maledizione dei Tudor.
È l’ultima figlia (sopravvissuta) di Enrico VII ed Elisabetta di York. Come la sorella maggiore è una principessa Tudor, ma né il padre né la nonna la considerano minimamente. L’unica persona che la adora, ossia sua madre, muore quando lei ha circa 7 anni.
Dopo la partenza di Margherita per la Scozia, resta sola con la nonna che a causa della sua avvenenza fisica non fa altro che maltrattarla. Le resta il conforto e l’amore della ex cognata Caterina per quelle poche volte che le è concesso vederla.
Tutto cambia però con la morte del padre e l’ascesa al trono dell’unico fratello di cui Maria può avere effettiva memoria: Enrico che tra l’altro sposa Caterina per amore.
Nel frattempo Maria è cresciuta maturando una bellezza semplicemente straordinaria per una donna del suo tempo; la chiamano infatti la rosa dei Tudor in tutte le corti europee.
A corte non esiste uomo che non la desideri, in Europa non esiste principe che non voglia sposarla. Vive coccolata e viziata dal fratello e dalla cognata in una corte dal lusso sfavillante e riceve le attenzioni dell’uomo più bello ed affascinate del Paese: Charles Brandon, il migliore amico di suo fratello.
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| La principessa Maria Tudor |
Viene subito fidanzata da Enrico con il piccolo Carlo d’Asburgo (nipote di Caterina). L’unione la renderebbe sacra romana imperatrice, regina di Spagna e pure duchessa di Borgogna. Riceve dal fidanzato (o comunque dalla famiglia di lui) gioielli su gioielli per omaggiare la sua bellezza, tra cui un rubino gigantesco, grande quanto un pugno.
Maria nel romanzo è quella che scrive in assoluto più lettere a Margherita, dove tendenzialmente parla sempre delle stesse cose: gioielli, balli, viaggi, caccia, regali che riceve, complimenti ecc.
La cosa veramente buffa è che Maria lo fa con affetto. Nonostante la bellezza incredibile è una dolce ed inguaribile sciocchina. Non vi è malizia o cattiveria in lei. È una ragazza buona, che non vede il male intorno a sé.
Ingenuamente pensa che le persone siano tutte buone e gentili semplicemente perché con lei lo sono. È una adorabile bambolina.
Non immagina neppure lontanamente come le sue lettere destino un malumore allucinante nella sorella maggiore, che si sente ingiustamente maltrattata dal destino in favore di questa sorellina dalla testa vuota.
La fortuna di Maria sembra terminare quando suo fratello dalla sera alla mattina, annulla il suo fidanzamento con Carlo d’Asburgo per maritarla all’anzianissimo re di Francia Luigi XII, appena rimasto vedovo di Anna di Bretagna.
Il vetusto re francese, ha più di 50 anni (Maria ne ha 18) e dato che non ha avuto un figlio maschio dalle due mogli precedenti, ha un disperato bisogno di un erede. Paga letteralmente una fortuna in gioielli per Maria e in denaro e terre per Enrico, pur di ottenere “una cavalcatura tanto bella” come viene da lui definita la principessa.
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| re Luigi XII di Francia, primo marito di Maria |
Maria che sotto sotto è un’inguaribile romantica, esattamente come le sue nonne, vuole una vita tutta a modo suo e non tollera di essere diversa dalle sorelle.
Margherita infatti sfidando il giudizio dei regni di Scozia ed Inghilterra, dopo la morte del primo marito sposato per obbligo, aveva scelto il secondo consorte; anche Caterina dopo aver sposato Arturo per politica, aveva scelto Enrico per amore (o per meglio dire, si era fatta scegliere).
Allora ottiene dal fratello (prima di partire per la Francia) che una volta rimasta vedova, avrebbe potuto sposare un uomo di sua scelta. Enrico che non ha nessuna intenzione di assecondarla, ma promette solo per convincerla a partire più serenamente.
In Francia Maria si troverà benissimo; grazie alla sua bellezza e al suo disinteresse per la politica, viene amata ed onorata ovunque vada, venendo letteralmente coperta di doni dal marito. Maria, compassionevole nei confronti di un povero vecchio più morto che vivo, cerca di fare di tutto per essere una buona moglie, fino alla fine.
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| Maria Tudor, ritratta come regina di Francia |
Il matrimonio dura due mesi (lui muore letteralmente consumato dal tentativo di stare al passo con una moglie così giovane) e la nostra Maria si ritrova vedova. Subisce anche delle pesanti molestie dal nuovo re di Francia, il lascivo Francesco I.
Per fortuna prontamente Enrico manda subito Charles Brandon a prenderla per salvarla dalle manacce del nuovo re francese.
Ma indovinate chi aveva in mente Maria quando si fece promettere da Enrico che avrebbe potuto scegliere il suo secondo sposo? Sì esatto: Charles Brandon.
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| Charles Brandon, duca di Suffolk. secondo marito di Maria |
Per Maria fu letteralmente facile come bere un bicchiere d’acqua gettarsi disperata tra le braccia del migliore amico di suo fratello, piangere calde lacrime e farsi sposare nel giro di due giorni.
Quando Enrico lo viene a sapere i due rischiano la decapitazione per tradimento. Soprattutto lui. Fortunatamente però grazie alla velata intercessione di Caterina, e all’amore smisurato del monarca nei confronti di entrambi (oltre al fatto che Enrico non era ancora nel suo periodo neroniano), i due se la cavano con una multa spaventosa che non pagheranno mai.
Enrico infatti ha sempre preferito la sorella Maria rispetto a Margherita e lo dimostrerà in qualcosa come 1000 occasioni.
La coppia si guadagna da vivere a corte. Lei grazie alla sua dote vedovile di regina di Francia, lui grazie al suo essere il cortigiano preferito del re. Sbarcano il lunario come possono e la coppia avrà quattro figli: Henry (muore a 6 anni), Francesca, Eleonora ed infine Enrico.
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| Enrico Brandon, conte di Lincoln figlio di Charles e Maria |
La notizia del matrimonio tra Charles Brandon e la sorella lascia letteralmente sconvolta Margherita, per vari motivi.
Primo per come il fratello sia stato così sciocco da non capire che Maria si era pesantemente infatuata di Brandon; secondo, che sua sorella avesse sposato un uomo di umilissimi natali cavandosela con una semplice multa (mai pagata) mentre lei era stata quasi martirizzata per aver sposato un uomo di rango leggermente più basso ed infine come fosse possibile che un uomo come Brandon godesse di qualche favore alla corte del fratello.
Charles Brandon non era in effetti ciò che si definisce propriamente un santo. Era un uomo molto ambizioso e che aveva fatto carriera dal nulla alla corte di Enrico (riceverà addirittura il titolo di duca di Suffolk) per il solo fatto di aver sempre soltanto e solamente assecondato il sovrano in ogni minima cosa.
Alla corte dei Tudor di fatto tutto questo non sarà certo una novità.
Margherita durante un temporaneo ritorno nella sua terra natale, avrà modo di rendersi conto di come Enrico stia costruendo un regno dove chiunque ma davvero chiunque grazie alla capacità di servire bene il sovrano, poteva fare carriera ed avanzare di grado.
Nobile o meno. Primo fra tutti, il potentissimo cardinale Thomas Wolsey, figlio di un macellaio divenuto braccio destro politico di Enrico in ogni questione di Stato. Ma torniamo a Brandon.
La sua vita sentimentale prima di sposare Maria era stata tutt’altro che noiosa. In giovane età aveva sposato l'anziana e ricchissima Lady Margaret Neville.
Tempo dopo l'unione era stata annullata e la nobildonna era convolata a nuove nozze.
Poi aveva sposato in “verba de praesenti” ossia a voce senza cerimonia e senza testimoni (ma tanto era vincolante quanto un contratto vero e proprio) Anne Browne una ricca e facoltosa giovane. Il matrimonio fu consumato e ne nacque anche una figlia.
Tuttavia esattamente come fatto da re Edoardo IV nel romanzo “La regina della rosa bianca” con Eleanor Talbot, non essendoci testimoni del matrimonio, Charles non lo rispettò.
La famiglia di Anne avviò un’ingiunzione legale.
Allora Charles messo alle strette sposò Anne sul serio questa volta. Ebbero un’altra figlia e lei dopo due anni di matrimonio morì. Dopo la morte di Anne, Charles ricevette il titolo di duca di Suffolk per meriti militari.
In seguito Brandon venne ufficialmente promesso alla piccola Elizabeth Grey baronessa di Lisle. Dopo la morte del padre e del patrigno, la bambina era rimasta senza un tutore legale.
Percio' in cambio delle future nozze, Brandon era divenuto possessore del titolo e custode della piccola di 8 anni, che sarebbe dovuta diventare la sua futura moglie. Almeno fino al matrimonio con la principessa Maria Tudor che di farsi da parte per una bambina non ci pensava proprio.
Ovviamente dopo il matrimonio con Maria, Brandon fu costretto a cedere custodia e titolo.
In questo guazzabuglio alla Beautiful avviene il matrimonio tra lui e Maria che come già sappiamo lo aveva puntato sin dal primo giorno.
Il matrimonio tra i due fu sicuramente felice se non altro per il fatto che Brandon consapevole di aver sposato l’amatissima sorella del suo re nonché suo migliore amico, fu un marito modello. Aveva già scampato la scure una volta, non intendeva rischiare di nuovo.
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| Ritratto di Maria Tudor e Charles Brandon |
Maria per non creare imbarazzo con la quasi moglie del marito che insisteva a definirsi duchessa di Suffolk, decise di usare per sempre il titolo di regina vedova di Francia.
Nel romanzo Charles riesce a guidare Maria e a tenerla a bada (lui aveva circa 15 anni più di lei) e tutto sommato saranno una coppia serena. Almeno fino all’arrivo di Anna Bolena nelle loro vite.
La Bolena nel giro di pochi anni riesce ad isolare completamente Enrico dalla moglie Caterina e persino dai suoi stessi familiari.
Maria sommerge di lettere Margherita cercando di convincerla a tornare con il secondo marito da cui si era legalmente separata, illudendosi così di farle dare un esempio ed un precedente per impedire ad Enrico di separarsi dall’amata Caterina.
Margherita ovviamente di sacrificare la propria felicità per l’infido fratello e le care sorelle che nulla avevano mai fatto di veramente concreto per lei, non ci pensa proprio.
Nel giro di poco tempo Charles e Maria perdono il favore della corte (Maria si rifiuta di sottomettersi ad Anna e Charles deve assecondarla) e nel giro di pochissimo tempo la nostra principessa dorata, la nostra piccolina, la nostra prediletta dal fato e dal mondo cristiano, viene colpita da un tumore all’addome che la uccide all’età di 37 anni (la stessa età che aveva la madre Elisabetta di York quando morì).
Il suo unico figlio maschio, Enrico Brandon conte di Lincoln, su cui lei aveva tanto sperato per la successione al trono inglese, la segue nella tomba un anno dopo all’età di 11 anni.
Tenerissima è l’ultima lettera che chiude tutto il romanzo scritta da Maria a Margherita.
Qui la nostra protagonista realizzerà dolorosamente di aver perso definitivamente l’amatissima sorellina, l’apparente prediletta dal fato e di non averle nemmeno potuto dire addio:
“Penso che eravamo tre ragazze con tante speranze e che è un mondo difficile quello che ci ha portate a questo. Abbiamo trascorso il tempo ammirandoci e invidiandoci a vicenda, mentre avremmo dovuto guidarci e proteggerci a vicenda. Ora sto morendo, tu vivi con un uomo che non è tuo marito, il tuo vero marito ti è nemico, tengono lontana da te tua figlia e Caterina ha perso la sua battaglia contro il principe che aveva sposato per amore. Che senso ha l’amore se non ci rende gentili? Che senso ha essere sorelle se non ci proteggiamo l’un l’altra? M.”
Ultima lettera di Maria Tudor a Margherita “Tre sorelle, tre regine” Philippa Gregory.
Maria la più sciocchina delle tre sorelle, in punto di morte a 37 anni ha compreso il vero significato dell’amore. Chissà se la coraggiosissima Margherita e la magnifica Caterina siano riuscite a fare altrettanto.
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| Disegno ritraente Maria Tudor |
I
tre
matrimoni
Giacomo IV
di
Scozia,
il
marito
re
Margherita a 14 anni lascia l’Inghilterra per andare a vivere in Scozia. In realtà la ragazzina da sempre molto precoce, avrebbe voluto partire già due anni prima per poter sposare il re di Scozia ed eclissare con il suo nuovo fiammante titolo, le due rivali Caterina e Maria.
Tuttavia per ordine della nonna Margaret Beaufort partirà appunto solo due anni dopo, in quanto la reverenda parente è ben consapevole della pericolosità dei matrimoni precoci nelle ragazzine. Pertanto Margherita deve accontentarsi di un matrimonio per procura dove vengono confermate le promesse matrimoniali.
Quando finalmente parte, Margherita è sinceramente sollevata. Non ha particolari preoccupazioni che l’accompagnano nel viaggio cerimoniale, ed è convinta che difficilmente troverà in Scozia qualcosa di peggiore di quello che sta lasciando: un padre indifferente, una giovane amatissima madre appena deceduta, un fratello tanto amato ormai perduto, un altro fratello sciocco e viziato ed in cima a tutti la cara Caterina d’Arroganza eternamente accompagnata dalla sua espressione di sufficienza.
Il viaggio è tranquillo e la nostra principessa arriva in Scozia senza pericolo ed accompagnata da grandi applausi e cortei beneauguranti.
Infine conosce finalmente suo marito: il 28enne re Giacomo IV della dinastia degli Stuart.
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| Ritratto di re Giacomo IV di Scozia |
In realtà a Margherita non è andata troppo male; il re è abbastanza giovane e (almeno per l’epoca) un bell’uomo. Inoltre da subito tratta la sposa molto gentilmente. Margherita rimane comunque molto infastidita quando scopre che uno dei castelli ricevuti in dono dal marito (il castello di Stirling) altro non è che la nursery di sette figli illegittimi del sovrano, titolati e riconosciuti.
Dimostrando da subito di essere una regina giovane, ma poco incline al compromesso, Margherita chiede ed ottiene dal marito l’immediato trasferimento altrove dei bambini indesiderati e il taglio della lunghissima barba ramata del consorte.
Giacomo estremamente risentito, prima tenta di blandirla senza risultato. Alla fine decide di accontentarla.
Non sappiamo esattamente a livello storico di che natura fosse il rapporto tra Giacomo e Margherita. Nel libro lui è un monarca estremamente moderno (nel senso storico del termine) ed è determinato a lottare per fare in modo che la Scozia diventi una grande potenza europea.
È uno studioso delle scienze, dell’artiglieria militare, ha interessi molto vari in ogni campo perché vuole effettivamente rendere il suo paese tra i grandi del mondo.
L’impresa tuttavia non è facile. La Scozia infatti ricorda molto l’Inghilterra dei Plantageneti.
Margherita infatti apprende come il ruolo del re in Scozia sia più quello di un mediatore che di un signore assoluto.
Il regno infatti è costituito da potenti famiglie nobiliari che creano dei nuclei di parentele e amicizie che occupano una data porzione di territorio. Alla guida vi è il capo di questa famiglia che è chiamata clan. Ogni clan ha regole proprie, diritti propri, ed ambizioni proprie soprattutto.
Infatti il re di Scozia viene eletto all’unanimità da tutti i capiclan che compongono il consiglio della corona. Inutile dire che se un monarca non si rivela all’altezza delle aspettative, ci mettono davvero poco a deporlo, ucciderlo, e sostituirlo con il principe ereditario se ce ne è uno.
Questo infatti è stato il triste destino di re Giacomo III il suocero di Margherita.
Il padre del marito infatti non era mai stato particolarmente benvoluto e men che mai apprezzato data la sua spiccata tendenza a governare in modo ‘assolutista’ senza rispettare la volontà del consiglio dei clan. Persino sua moglie, la danese regina Margherita era più amata e popolare di lui.
Approfittando dell’impopolarità del genitore e sapendo che questi stava tramando per escluderlo dalla successione a favore di suo fratello minore il duca di Ross (da sempre il prediletto del padre) era stato facile per il principe ereditario armarsi alla testa di un esercito composto dai vari clan e detronizzare il padre. I clan poi come loro solito, si lasciarono prendere la mano e finirono per uccidere il vecchio monarca.
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| Re Giacomo IV di Scozia |
Nel romanzo Margherita apprende questa storia proprio da suo marito il quale per espiare la colpa del proprio parricidio che è per lui costante fonte di tormento, decide di indossare un cilicio per il resto della vita. Oltre a compiere regolarmente pellegrinaggi per espiare i propri peccati.
Infatti appena divenuto re, Giacomo aveva ‘gentilmente obbligato’ suo fratello il duca di Ross a prendere i voti ecclesiastici ed il fratellino Giovanni, conte di Mar ad intraprendere una carriera militare ed impedendo ogni suo possibile matrimonio, proprio per non avere ‘rivali’ nella linea di successione.
Giacomo invece si era impegnato in attesa del matrimonio con Margherita da tempo concordato con il re inglese, a riempire di figli illegittimi tutta la Scozia.
Comunque a parte l’allegrissima vita sessuale, Giacomo dimostra di essere sinceramente interessato alla pace dei confini cercando di armarsi a fine prettamente difensivo e cercando di fare il possibile per modernizzare a tutti i livelli sia economico che culturale la sua terra. Inoltre lavora costantemente per mantenere la pace fra i vari clan cercando sempre di accontentare tutti.
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| Re Giacomo IV di Scozia |
Sinceramente questo mi ricorda molto re Edoardo IV, il nonno di Margherita.
Con Margherita si comporta con la tipica sufficienza di un uomo che ha sposato una ragazzina. Tra l’altro lui rimane sempre sconcertato nel constatare come Margherita non sia una donna interessata ad evolversi culturalmente e provi un certo disinteresse per tutto ciò che le sta intorno a parte titoli, vestiti e gioielli.
L’asseconda nei limiti del possibile, ma tende semplicemente ad ignorarla o a liquidarla come si farebbe con una bambina petulante.
Stranamente a parte le infinite meretrici (sua nonna Margaret Beaufort consiglierà alla ragazza di imparare ad ignorarle) Margherita si trova molto bene con lui. Nel romanzo scopriremo come questo sia dovuto principalmente alla sicurezza che lui le offre.
Giacomo infatti ha una corte ricca, potente che conferisce alla sua regina un grande senso di pace e sicurezza.
La coppia avrà sei figli: James che purtroppo vivrà all’incirca un anno, una figlia (pare battezzata con il nome di Maria) morta subito dopo la nascita, Arturo vissuto solo nove mesi, Giacomo duca di Rothesay, una figlia abortita ed infine Alessandro duca di Ross nato postumo (vivrà solo un anno e mezzo).
La perdita di tutti questi figli angoscia pesantemente il re che ad un certo punto si convince che in qualche modo sia lui che Margherita siano maledetti. Lui per il parricidio e lei per la famosa maledizione sugli assassini dei principi della Torre che gli venne raccontata dal pretendente Perkin Warbeck quando lui l’aveva ospitato nella sua corte.
Indosserà il cilicio praticamente ogni giorno della sua vita e farà ancora più pellegrinaggi per espiare i propri peccati.
Ma il peccato più grande il nostro re lo commette quando decide arbitrariamente (ignorando i consigli di Margherita) di andare in guerra contro l’Inghilterra, approfittando dell’assenza del cognato re Enrico VIII, partito in guerra contro la Francia.
Lo scopo è proteggere i confini dalle frequenti incursioni inglesi ma soprattutto onorare l’alleanza con l’aggredita Francia. Peccato che per onorare l’alleata francese Giacomo violi il trattato di pace perpetua stipulato con gli inglesi sposando Margherita.
Ma a quanto pare questi erano dettagli.
Dovendo affrontare soltanto Caterina d’Aragona (rimasta in Inghilterra come reggente) e l’anziano Thomas Howard a guida dell’esercito inglese, Giacomo commette un imperdonabile errore: sottovaluta pesantemente una donna ed un uomo anziano.
Sul campo di battaglia di Flodden field avviene un massacro. Caterina da ordine di non fare prigionieri e il risultato è che 40 000 scozzesi vengono sterminati con un attacco a sorpresa. Giacomo viene ucciso decapitato da una roncola e il suo cadavere messo su un carretto e portato via.
Non potendo mandare la testa (si era persa dopo la decollazione) del defunto re, Caterina manda a suo marito in Francia il vessillo ancora insanguinato. Il cadavere verrà regolarmente sepolto in Inghilterra e non verrà mai più restituito a Margherita.
La nostra regina si ritrova così vedova a 24 anni, incinta e con un figlio di due anni che di fatto è il nuovo re. Prima di partire Giacomo l’aveva nominata reggente, ma dato che non aveva grande stima di Margherita, deduco lo fece perché si sentiva sicuro di vincere.
Nel libro invece l’uomo ha imparato ad amare l’impulsiva ed ambiziosa moglie, pertanto ritiene che lei possa diventare come la nonna, ossia una donna che ha lottato tutta la vita solo per vedere il figlio sul trono.
Insomma come Margaret Beaufort. Come Elisabetta Woodville.
Nonostante non sia mai stata totalmente consapevole di essersi innamorata di suo marito, Margherita per tutta la vita rimpiangerà la sua perdita che di fatto la precipita in una situazione di disagio totale a cui è di fatto impreparata, visto che suo marito non le ha certo insegnato i rudimenti del governo.
La notte precedente alla battaglia lo aveva sognato sul fondo del mare mentre affogava, vomitava perle e piangeva perle da lutto mentre in un’altra scena le metteva al collo diamanti che si trasformavano in perle da lutto. Aveva tentato di avvertirlo, ma come al solito lui non l’aveva ascoltata.
Nonostante questo, lei sentirà per sempre la sua mancanza.
Archibold
Douglas
il
marito
marito
manipolatore
Come sua nonna Margaret Beaufort … così Giacomo sperava diventasse la sua sposa bambina. Una donna dedita solo alla sua missione politica.
Pia illusione. Margherita rimane vedova a 24 anni e dopo il parto del piccolo Alessandro ne ha 25. È una giovane donna che per quanto vedova ha ancora un carattere troppo ardente e focoso per limitarsi a pensare solo alla politica.
Perciò rimasta sola, abbandonata a se stessa e con un paese difficile da governare, diventare preda di un uomo che da semplice tagliatore di carne si ritrova ad essere suo marito, il passo sarà molto breve.
Nel romanzo viene lasciato fortemente intendere che Archibold Douglas conte di Angus, abbia sedotto Margherita (lui è vedovo ed è coetaneo di Margherita) su ordine del nonno. I clan dei Drummond e dei Douglas avevano effettivamente sangue reale perciò approfittano del carattere affamato d’amore della regina vedova per sedurla.
Archibold che si fa chiamare Ard dalle sue amanti, è bello ed affascinante pertanto convince subito Margherita a sposarlo.
Dopo le nozze la regina perde sia la reggenza che la custodia dei figli, visto che il consiglio composto dagli altri clan non accetta nella maniera più assoluta che un Douglas notoriamente ambizioso ed affamato di potere, diventi una seconda autorità in Scozia.
Margherita almeno all’inizio mette tutto ma proprio tutto ai piedi del nuovo marito, convinta scioccamente che lui l’abbia sposata ‘per quella che è’. Basti pensare che per amor suo rinuncia alla possibilità di un matrimonio con il sacro romano imperatore Massimiliano d’Asburgo, che di fatto l’avrebbe tolta da ogni impiccio circa la reggenza perduta.
Come faccia Margherita a non rendersi conto che la sua posizione di regina vedova, di reggente e madre di un re infante possa costituire una preda succulenta per degli arrampicatori sociali, francamente non mi è chiaro.
Lei dicevamo, gli mette letteralmente tutto ai piedi: denaro, fiducia, influenza. E Douglas se li prende. Senza vergogna aggiungo. E si lamenta pure quando si accorge che la scalata sociale non gli verrà così facile come preventivato all’inizio.
Douglas è un eccezionale manipolatore psicologico. Uno di quelli che ti fanno un torto dietro l’altro e quando vai a discuterci riesce sempre a convincerti che alla fine ha ragione lui.
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| Archibold Douglas conte di Angus, secondo marito di Margherita |
In effetti lavora abbastanza bene per Margherita e riesce perfettamente a simulare la parte di marito devoto. Peccato che sia un marito che deruba la consorte dei suoi averi e che chiami di fatto ‘moglie’ la sua ex fidanzata Janet Stewart a cui era promesso prima di sposare Margherita.
La nostra regina è scioccamente convinta di aver scalzato la rivale mentre in realtà quando lei è assente lui semplicemente vive con lei. Nei castelli di Margherita e con il denaro di Margherita. Non ha mai rinunciato a Janet che adora apertamente e che di fatto è sua moglie per il clan Douglas/Drummond.
Avrà una figlia sia da Margherita che da Janet. La figlia avuta dalla nostra protagonista sarà lady Margaret Douglas.
Margherita è completamente succube sia fisicamente che psicologicamente di quest’uomo, tanto che riesce a combatterlo solo standogli lontana. In sua presenza si sente paralizzata come una bambola e dopo poco si sente subito incline a perdonarlo.
Solo dopo una serie infinita di bugie e di tradimenti si convince a chiedere l’annullamento del matrimonio al Papa.
Porrà come base il fatto che quando sposò Archibold il defunto marito avrebbe potuto essere ancora vivo, ma soprattutto grazie al pre-contratto matrimoniale di lui con Janet Stewart, che lo rende bigamo.
Ovviamente Ard non ci sta ad essere messo da parte ed ingaggerà una vera e propria guerra psicologica e fisica con la moglie, mettendole contro il fratello, le sorelle, e porterà persino la loro figlia in Inghilterra affidandola alla tutela esclusiva del fratello di Margherita, re Enrico e del cardinale Wolsey.
I due ex coniugi arriveranno ad affrontarsi in battaglia una marea di volte, con tanto di cannoni rivolti l’una contro l’altro. Ard infatti grazie all’appoggio di re Enrico ha preso il controllo del consiglio dei clan ed ha in ostaggio anche il figliastro, re Giacomo V.
Il tutto mentre recita la parte del marito innamorato e sofferente per essere stato abbandonato. Le sorelle saranno sempre contro Margherita nella separazione, Caterina più di tutte, dato che non essendo riuscita a dare un figlio maschio ad Enrico è pericoloso mettergli idee sull’annullamento in testa. Anche Maria ci metterà il suo nell’ostacolare la sorella.
Ma Margherita è una donna determinata ed alla fine, convinta che sia ingiusto come alle donne sia sempre vietato inseguire la propria felicità, dopo diversi anni finalmente ottiene l’annullamento dall’odiato marito che l’ha separata dalla figlia e che di fatto ormai è divenuto suo nemico dichiarato.
Henry
Stewart
il
marito
toy
boy
Dopo un’esperienza da incubo come il matrimonio tra Margherita ed Ard, un lettore si aspetterebbe che finalmente la nostra abbia imparato la lezione e capito che fino alla maggiore età del figlio di matrimoni è meglio non parlarne. Giusto?
Ma anche no! A dimostrazione di come la protagonista sia una donna che dalla vita non impara mai nulla, poco prima dell’annullamento la nostra regina degli scozzesi s’innamora del 28enne Henry Stewart suo nuovo tagliatore di carne, nonché compagno del figlio Giacomo.
Esageratamente più giovane di Margherita e per niente bello, riesce con il suo vigore ed il ruvido carattere scozzese a sedurla. È un uomo che la serve lealmente ed ovviamente è ben determinato a scalzare Douglas nel cuore della regina vedova.
Anche in questo caso Margherita è convinta che il suo giovane marito l’ami ‘per se stessa’. Di nuovo.
Dopo l’annullamento ed il loro matrimonio, Ard ancora capo del consiglio, fa arrestare Henry con la scusante di non aver chiesto il permesso al suo figliastro re Giacomo V per il matrimonio.
Verrà liberato poco dopo perché nel frattempo il ragazzo è tornato dalla madre sfuggendo alla custodia del patrigno.
Re Giacomo V nomina Henry Stewart Lord Methven rendendolo ricco e potente.
Secondo alcuni storici la coppia ebbe anche una figlia, Dorothea Stewart che in ogni caso morì in tenerissima età.
Il romanzo tecnicamente si chiude con questo grazioso happy ending con Margherita che con il beneplacito del figlio ha finalmente ottenuto ciò che voleva: la reggenza, il trono per il figlio ormai quasi adulto, i suoi possedimenti, e l’amore di un marito devoto.
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| Margherita Tudor con il terzo marito, Henry Stewart lord Methven |
Peccato che nella realtà anche Henry Stewart si rivelò un cacciatore di dote non tanto diverso da colui che lo aveva preceduto. Pare arrivò addirittura ad abusare fisicamente di Margherita. Dopo diverse ed infinite liti, dove lei non tollerava le amanti del consorte pare si fosse infine riappacificata con Archibold.
Margherita a quel punto scrisse al Papa di Roma per cercare di far annullare l’annullamento. Insomma voleva tornare con il secondo marito per sbarazzarsi del terzo.
La cosa destò parecchio imbarazzo alla corte inglese quando si venne a sapere, ed in ogni caso il pontefice nemmeno si prese il disturbo di prenderla in considerazione.
La riappacificazione fra i due è confermata da una lettera che Margherita scrisse prima di morire:
“Desidero..che imploriate il re di essere benevolo con il conte di Angus. Prego che Dio sia clemente con me per aver tanto offeso il conte.”
(Henry VIII, Letters and Papers, vol.16. Ottobre 1541,1307.)
I
figli:
Re
Giacomo V
e
lady
Margaret
Douglas
Rimasto orfano di padre a soli 2 anni e con una giovane madre che non aveva proprio la sua sicurezza come massima priorità, il piccolo Giacomo Stuart al secolo re Giacomo V cresce in una corte pericolosa e spietata come quella scozzese.
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| Giacomo duca di Rothesay |
Il suo unico aiuto e conforto sarà il poeta Davy Lindsay, una specie menestrello coltissimo che era sempre stato al servizio di suo padre e che per nessun motivo abbandonerà mai il giovane principe.
Isolato dalla madre e trovandosi una sequela infinita di reggenti non scelti da lui, Lindasy sarà il suo unico punto di riferimento.
L’uomo insegna al piccolo re ad essere prudente, a non parlare mai a sproposito, e a riflettere sempre prima di agire. Cerca insomma di renderlo quanto più simil possibile al defunto padre.
Giacomo cresce colto, ben educato e nonostante si renda spesso palesemente conto di come la madre sia una donna impulsiva e sempre vittima delle proprie passioni, non riesce ad essere in collera con lei troppo a lungo. Finisce sempre con il perdonarla.
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| Un giovanissimo re Giacomo V di Scozia |
Accetta il matrimonio di lei con Douglas e la sosterrà quando sceglierà di separarsi da lui. Specie quando si renderà conto del vero carattere e delle vere intenzioni del patrigno. Accetta persino il terzo matrimonio con Henry Stewart nonostante la cosa non lo faccia impazzire di gioia.
Storicamente parlando però, fu refrattario a cercare di aiutare la madre a separarsi anche dal terzo marito. Forse era stufo delle sceneggiate materne.
È un ragazzo molto coraggioso ed anche abbastanza astuto, dato che riesce abilmente a sfuggire al suo patrigno/carceriere. Tuttavia esattamente come il padre diventa un donnaiolo incallito e filo francese. Infatti sceglierà come sposa la principessa Maddalena di Francia.
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| Ritratti di re Giacomo V di Scozia |
All’inizio si parlava di un’unificazione delle corone d’Inghilterra e di Scozia grazie ad un matrimonio tra lui e l’unica figlia dello zio Enrico VIII e Caterina d’Aragona ossia la cugina Maria Tudor.
Quando poi Enrico annulla il suo matrimonio con la moglie e delegittima la figlia, ovviamente il giovane re non ha nessun interesse a sposare una ragazza illegittima titolata. Che oltretutto neanche gli piaceva particolarmente.
Lo scisma dello zio dalla chiesa Cattolica metterà definitivamente la parola fine a questa possibilità (Giacomo è un cattolico osservante) e Margherita dovrà rassegnarsi che la tanto auspicata fusione delle due corone non avverrà nella sua generazione.
Giacomo infatti nonostante l’ascendenza inglese, non si fida della famiglia della madre a cui imputa la maggior parte delle sue disgrazie infantili.
Sa che se la madre si è trovata in guai seri è proprio per colpa del tiepidissimo affetto del fratello. Non si fiderà mai dello zio né avrà voglia di avere a che fare i parenti inglesi pertanto preferisce tornare alla Auld Alliance con la Francia.
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| Ritratti di re Giacomo V di Scozia |
Per quanto riguarda la piccola Margaret Douglas figlia di Margherita ed Archibold, nonostante l’annullamento del matrimonio dei genitori, questa non viene delegittimata.
Portata via dalla Scozia dall’amatissimo padre, finisce in Inghilterra sotto la tutela esclusiva dello zio. Margaret inoltre è anche nata in Inghilterra quindi avrà pure la cittadinanza inglese. Non rivedrà mai più né la madre né il fratellastro. C’è da dire che non pare morissero dalla voglia di cercarsi a vicenda.
Esattamente come sua madre scopriremo nei romanzi “L’altra donna del re” e “L’eredità della regina” che ha ereditato la stessa tendenza ad una vita sentimentale molto vivace, infatti cercherà di sposarsi ben due volte per passione prima con lo zio di Anna Bolena, Thomas Howard e poi con il cugino della stessa, Charles Howard (fratello della regina Caterina Howard).
Anche lei non arrivera' mai a capire che la sua succulenta posizione nella linea di successione inglese, costituisca un ottimo deterrente per tanti corteggiatori ‘interessati’.
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| Una giovane Margaret Douglas |
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| Margaret Douglas come contessa di Lennox |
Ovviamente lo zio Enrico le annullerà entrambe le unioni:Thomas Howard viene lasciato morire nella Torre mentre Charles riesce a fuggire all'estero. Entrambe le volte, Margaret verra' punita con l'esilio nel convento di Syon fino a spaventarla per sempre.
Anni dopo Enrico la mariterà ad un nobile scozzese di sua scelta, tra l’altro imparentato con il fratellastro Giacomo V e ex sostenitore del conte di Angus il padre di Margaret: Matthew Stewart, conte di Lennox.
Anni dopo Enrico la mariterà ad un nobile scozzese di sua scelta, tra l’altro imparentato con il fratellastro Giacomo V e ex sostenitore del conte di Angus il padre di Margaret: Matthew Stewart, conte di Lennox.
Considerazioni
finali
Il mio giudizio personale su questo libro è piuttosto ambivalente, pertanto cercherò di essere quanto più oggettiva possibile.
Personalmente ritengo che questo libro parli molto di politica. Anzi direi che costituisce il tema centrale del romanzo.
Certo c’è la parte umana, le relazioni sentimentali, e i personaggi sono tutti ben caratterizzati. La scrittura e' semplice e piacevole. La trama presenta una certa avventurosità quindi perfetta per uno sviluppo narrativo.
Tuttavia ritengo che la parte “godibile” per un lettore non particolarmente appassionato di politica e di complotti, si fermi alla morte di re Giacomo IV, il primo marito di Margherita. Con una piacevole parentesi circa l’avventuroso viaggio che porterà Margherita in Inghilterra per un anno.
Anche Il romanzo “La regina della rosa rossa” con protagonista Margaret Beaufort era un romanzo prettamente politico e totalmente privo di qualsiasi componente amorosa.
Ma a renderlo più accettabile per un profano, era la straordinaria nonché peculiare caratterizzazione dei personaggi principali ma soprattutto la sua brevità, insomma il non soffermarsi troppo esageratamente sui dettagli.
Complice anche il fatto che c’erano altri due libri con altre due protagoniste che potevano ampliare ulteriormente la questione politica raccontata.
Qui invece pesa tutto sulle spalle di Margherita e della sua storia. Margherita per quanto ben caratterizzata, non ha un temperamento veramente interessante o particolarmente complesso e anche gli scozzesi non è che siano dei veri e propri geni della strategia (tranne Archibold Douglas) quindi è tutto ridotto ai meri conflitti in sé ed alle alleanze stipulate.
Senza contare che le lettere intercorse tra Margherita e le sorelle hanno grande spazio nel libro, sottraendolo alla trama principale.
Insomma per farla breve ritengo molto dimessamente che questo sia un romanzo adatto innanzitutto ad un pubblico appassionato di storia e politica ma che soprattutto apprezza un tale argomento trattato con il giusto velo di leggerezza.
Oppure per persone abituate (o interessate) ad orientarsi nel marasma dei conflitti storici e delle alleanze politiche tra potenze europee.
Oppure per persone abituate (o interessate) ad orientarsi nel marasma dei conflitti storici e delle alleanze politiche tra potenze europee.
Altra nota di merito è la meravigliosa descrizione dei castelli e dei paesaggi scozzesi che a detta dell’autrice stessa fanno davvero innamorare.
Di questo, anche senza aver mai visto alcun luogo della Gran Bretagna, ne sono fermamente convinta.
Autore MLG


































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