Recensione: Mai dimenticare
Mai
dimenticare
dimenticare
Struttura
del
romanzo
“Mai dimenticare” è un romanzo di genere giallo/thriller dell'autore francese Michel Bussi. Codesto scrittore è tutt'oggi considerato uno dei romanzieri gialli più famosi e venduti d'oltralpe.
Il suo capolavoro indiscusso che di fatto lo ha reso famoso presso il mondo letterario, è il suo romanzo “Ninfee nere”; ma ce ne sono molti altri oltremodo degni di attenzione.
In Italia i suoi libri sono stati tradotti a cura di Alberto Stracci Testasecca.
Avendone sentito parlare così bene, ho deciso di fare anch'io un tentativo. Vado in biblioteca con una lista dei suoi libri più famosi con l'intento di prenderne uno in prestito. Tutti fuori. Già questo effettivamente, prometteva molto bene. L'unico disponibile era appunto “Mai dimenticare” e quindi ho deciso di cominciare con lui.
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| Copertina del romanzo. Edizioni e/o |
Avendone sentito parlare così bene, ho deciso di fare anch'io un tentativo. Vado in biblioteca con una lista dei suoi libri più famosi con l'intento di prenderne uno in prestito. Tutti fuori. Già questo effettivamente, prometteva molto bene. L'unico disponibile era appunto “Mai dimenticare” e quindi ho deciso di cominciare con lui.
Il romanzo presenta una lunghezza fisica decisamente più abbordabile e tollerabile rispetto al nostrano Faletti ed ha una struttura molto schematica ma decisamente complessa.
Il libro infatti comincia con un rapporto di polizia (presentato con un affascinante stile a macchina da scrivere) del tenente Bertrand Donnadieu, della brigata territoriale di Etretat, indirizzato a Gèrard Calmett, direttore dell'unità di gendarmeria di identificazione di catastrofi e istituto di ricerca criminale della gendarmeria nazionale di Rosnysous Bois.
In seguito a questo rapporto di gendarmeria, troviamo una struttura divisa in cinque parti, ognuna con una precisa denominazione collegata agli eventi che si verificheranno.
Ogni parte presenta dei capitoli di numero variabile, anch'essi intitolati con il modus di cui sopra.
Nel corso della lettura, i rapporti sul caso di polizia con cui il libro è iniziato, s'intensificano. Le indagini infatti proseguono, ma apparentemente non vi è nulla che colleghi la vicenda alla trama principale che si sta sviluppando. Apparentemente.
Il romanzo procede su più livelli, d'impronta machiavellica. Sembra ti stia raccontando una storia, ma poi ti porta indietro nel passato raccontandotene un'altra e nel contempo ti ritrovi ogni tanto il prosieguo dell'indagine iniziale che non ha alcun legame con tutto il resto.
Solo e soltanto alla fine tutti i pezzi del puzzle si ricomporranno sapientemente al loro posto.
Anche lo stile linguistico varia abbastanza sensibilmente: si passa di colpo e ad intermittenza continua, da quello freddo ed impersonale dei rapporti di polizia, a quello personalissimo e decisamente poco censurato del protagonista, Jamal Salaoui.
Il tutto mentre ci viene spesso proposto anche uno stile caratterizzato da un profondo impatto emotivo causato dai continui flash-back di cui tutto il manoscritto è disseminato.
Il ritmo procede incalzante ed accattivante, nonché affiancato ad una trama che al lettore non concederà alcuna pausa, non ammetterà nessuna distrazione, non tollererà neppure leggeri sospiri di sollievo. Letteralmente fino all'ultima pagina.
A definire definitivamente l'opera, una totale e profonda intolleranza nei confronti del classico happy ending disneyano.
La
trama
Anno
2004
La cittadina di Yport e la sua immediata provincia, vengono sconvolte da un fatto di cronaca molto controverso e spinoso.
Una diciannovenne studentessa di medicina, Morgan Avril, è morta violentata e strangolata da una sciarpa rossa di marca Burberry durante un festival di musica rock. In mezzo a tanta confusione tipica dei festival, l'assassino riesce a farla franca.
Trovano posteriormente le mutandine della ragazza con dello sperma, ma non si riesce a trovare alcun collegamento con nessun potenziale sospettato.
Diversi mesi dopo, vicino Yport, la ventenne Myrtille Camus, muore violentata e strangolata da una sciarpa rossa Burberry nel campo estivo dove la ragazza faceva l'animatrice. L'omicida della sciarpa rossa è dunque tornato.
Trovano successivamente anche le mutandine di Myrtille che hanno lo stesso sperma di quelle di Morgan. Ma nulla, l'assassino si è dileguato e non colpirà più. Dopo diversi anni, l'indagine arriva ad un punto morto e sepolto.
Gli unici che non riescono a dimenticare e trovare pace sono la madre e la sorella di Morgan assieme ai genitori, la nonna, la migliore amica ed il fidanzato di Myrtille.
Dieci
anni
dopo.
Nella notte del 12 Luglio 2014, verso le 2:45 del mattino, a monte del luogo chiamato Valeuse d'Etigues, a circa 3 km dal comune di Yport, crolla una falesia di circa 45.000 metri cubi. Nessuna vittima. Nessun ferito.
A parte il fatto che il crollo della parete di roccia restituisce al mondo tre scheletri. Nessuno sa chi siano. Nessuno sa da quanto tempo sono morti. Nessuno sapeva della loro esistenza fino a quel particolare momento voluto dal destino.
Hotèl
Sirèn
di
Yport,
anno
2014
È un grande progetto quello del trentenne Jamal Salaoui. Forse il più ambizioso di tutta quanta la sua vita. Ma è determinato a riuscirci a tutti i costi. Perché lui ha un sogno.
Certo, in realtà di sogni ne ha cinque, tutti fortemente impressi nella sua stella di latta da sceriffo (una punta per desiderio) sempre fissata all'altezza del suo cuore sin da quando era solo un bambino.
Vuole partecipare (e possibilmente vincere) all'Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo che si terrà proprio nel paesino di Yport.
Ogni giorno Jamal esce e va ad allenarsi sulle bianche scogliere del canale La Manica, con l'ingombrante protesi di carbonio al posto della sua tibia sinistra.
Vuole essere il primo atleta portatore di handicap a realizzare un traguardo così grande. Vuole riuscirci ad ogni costo.
Un sogno destinato ad infrangersi, quello di Jamal. Perché durante il suo quotidiano allenamento, scorge una bellissima ragazza con i vestiti stracciati ed il trucco colato mentre è in procinto di gettarsi dalla scogliera.
Jamal per tentare di convincere la ragazza a desistere, le tende una sciarpa rossa di Burberry rinvenuta per caso poco prima. Lei per tutta risposta, gli tira via la sciarpa dalle mani e si butta.
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| La scogliera del romanzo |
Jamal per tentare di convincere la ragazza a desistere, le tende una sciarpa rossa di Burberry rinvenuta per caso poco prima. Lei per tutta risposta, gli tira via la sciarpa dalle mani e si butta.
Arrivato di corsa sulla spiaggia, Jamal nota un fatto curioso: la ragazza non ha la sciarpa in mano ma ben legata stretta al collo. Ad aver visto la ragazza precipitare oltre a lui, ci sono una signora anziana con il suo cagnolino di razza Shitzu ed un passante.
L'arrivo sul posto del commissario Piroz, segna per Jamal l'inizio del suo dramma personale dato che i due testimoni hanno visto soltanto la ragazza (di nome Magàli Verron) cadere e non tutto quello che è accaduto fra lei e Jamal sulla cima.
Inoltre la posizione della sciarpa con le sue impronte sopra getta dei pesantissimi dubbi su di lui, un magrebino storpio che lavora come inserviente in una casa di cura per matti. Neanche particolarmente adorato dal proprio capo per giunta.
È l'inizio di tre storie, due intrecci, nonché un solo e lunghissimo incubo.
Considerazioni
finali
Questo libro ha destato molto scalpore nella critica letteraria, dato che secondo il grande pubblico ha uno stile abbastanza avulso dal solito Michel Bussi, pertanto dando a molti l'impressione che “l'esagerata carne sul fuoco” messa dall'autore, crei una suspense fin troppo esagerata se non addirittura forzata.
A questo punto dirò semplicemente cosa ne penso io, umile lettrice profana.
Il libro è obiettivamente complesso. Poiché ogni informazione, ogni dettaglio, ogni particolarità ha un significato. Il libro non si presta bene a lettori distratti o poco amanti dei dettagli; è fatto per gli appassionati delle storie ad incastro, dei collegamenti peculiari, di chi ama le sorprese ben congeniate.
Unico neo, forse, è il fattore scatenante che dà inizio alla persecuzione di Jamal. L'ho trovata poco credibile ma si giustifica pienamente dato il clima che si era venuto a creare in quel particolare momento della storia.
Altro spunto di riflessione notevole che mi ha sinceramente colpito, è l'implicita analisi sull'incredibile pericolosità del concetto del “farsi giustizia da soli”. Dopo aver letto questo romanzo, fidatevi che sarà molto difficile essere ancora propensi alla giustizia sommaria.
La sua struttura narrativa come già detto prima, rende ancor più necessaria la vigile attenzione del lettore.
Infatti la costruzione è magistrale ed i dettagli ben curati. Tutti i personaggi, ma proprio tutti, fanno esattamente la fine che si meritano secondo uno schema ben preciso e coerente con le loro personalità. Il suo essere esageratamente farcito di elementi oppure no, credo sia semplicemente a discrezione del lettore.
Per quanto mi concerne se vi è perfetta coerenza ed incastro narrativo, il problema assolutamente non sussiste. Ed è appunto questo il caso.
Io non mi sono annoiata neanche un secondo. Ho iniziato il libro nelle otto ore di viaggio che mi stavano portando in Puglia e quando sono arrivata a destinazione ero a poco più di metà. L'ho interrotto davvero a malincuore.
Poi, durante il viaggio di ritorno, in sei ore l'ho finito. Non riesci davvero a smettere. Sono rimasta sbalordita dal finale, imprevedibile fino all'ultimo capitolo, effettuando un colpo di grazia che ti spiazza completamente.
Ed è esattamente questo che adoro di un giallo. La capacità di sorprenderti, di destabilizzarti, di non farsi dimenticare specie se pensiamo che questo è un genere che perde il 90% del proprio fascino/potenziale dopo essere stato letto la prima volta.
Sta nell'essere indimenticabile la sua unica vera forza.
Infatti il titolo conferma la promessa che implicitamente mi ha fatto quando l'ho scelto.
“Mai dimenticare” di sicuro non riuscirò mai dimenticarmelo.
Autore MLG




RispondiEliminaSplendida recensione. Grazie. E' tutto ciò che mi aspetto di trovare in un giallo/thriller.
Sia in un libro che in un film, purchè alla fine ci sia uno schema logico e non la violenza
fine a sè stessa (...ma qui intervengono i Profiler ....).
Non conoscevo questo autore.
Mi ha subito colpito il luogo da cui tutto ha inizio: Etretat. Sono stata in Normandia,
come dimenticare le Falesie di Etretat.....
Ho appena iniziato a leggere l'ultimo libro di Carlo Lucarelli . Ma comprerò subito "Mai dimenticare"
Wow il primo commento direttamente sul blog!
EliminaSono contentissima che il mio lavoro ti sia piaciuto. Poiche' hai gia' visitato il luogo in questione, sono certa che sarai ancora piu' coinvolta nella lettura.
Ti ringrazio ancora tantissimo per il tuo appoggio ed il tuo commento.😊
Bella recensione, fa venir voglia di leggere il libro
RispondiEliminaGrazie Ste. Conoscendo i tuoi gusti, sono certa che lo apprezzeresti. Grazie per tutto l'aiuto che mi dai sempre.❤
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